di Angelo De Rosa
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ESERCIZIO (1)
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Cari studenti dello studiolo, oggi ho pensato
che sarebbe utile per esercitarvi nella grammatica italiana,
usare come materiale questa famosa lettera
scritta dal Ministro Gelmini (gia' incline a finezze
stilistiche, come quando ha introdotto il nuovo sintagma
"i carceri" al posto de "le carceri") qualche tempo fa
e pubblicata nel Sito del Governo Italiano.
L'esercizo consiste nel trovare gli errori (o strafalcioni).
Anche la punteggiatura sarebbe da rivedere,
ma limitatevi agli errori grammaticali.
Ce ne sono parecchi. Buon lavoro!!!!
P.S.
La soluzione e' in fondo, alla fine di questo capolavoro letterario...
Ringraziamo il Ministro (dell'Istruzione !!!!!!)
per averci gentilmente offerto tale opportunita'
nella speranza che ci voglia ancora in futuro deliziare
con altre opere!


Da "IL GAZZETTINO" di mercoledì 20 maggio 2009

«Caro Zaia, rispetto i dialetti non la propaganda»
di Mariastella Gelmini*

Gentile Direttore, ho letto attentamente quanto
affermato dal Ministro Zaia. Tengo a ribadire che
i dialetti sono le base della nostra cultura e che il mio
pensiero è stato volutamente travisato.

Pensare che il Ministro dell`Istruzione non sia sensibile
(...) (...) ad una parte così rilevante della nostra tradizione
è un`accusa che respingo e che non si comprende se
non ritenendola dettata da motivi di visibilità `elettorale.

Da subito ho attuato provvedimenti per legare la scuola
al proprio territorio.

I professori ad esempio devono sempre di più provenire
dalla stessa regione nella quale insegna. Le classi inoltre
non possono essere composte da più del 30% di stranieri
per favorire una migliore integrazione. Ogni regione devo
poter strutturare un sistema educativa in linea con le
richieste del mondo del lavoro della zona.

Allo stesso modo la spinta verso il futuro e la modernizzazione
non può non essere accompagnato dalla valorizzazione
della cultura ivi compresa la lingua e il dialetto. Per questo
la polemica è distituita di qualsiasi fondamento soprattutto
per chi è rivolta ad una persona che abita al confine con
il Veneto e che conosce bene l`eccellenza, il valore e la
cultura delle persone che lo popolano.

Mariastella Gelmini *Ministro dell`Istruzione


Piede pagina
www.Governo.itHome


SOLUZIONI

Da "IL GAZZETTINO" di mercoledì 20 maggio 2009

«Caro Zaia, rispetto i dialetti non la propaganda»
di Mariastella Gelmini*

Gentile Direttore, ho letto attentamente quanto
affermato dal Ministro Zaia. Tengo a ribadire che
i dialetti sono le base della nostra cultura e che il mio
pensiero è stato volutamente travisato.

Pensare che il Ministro dell`Istruzione non sia sensibile
(...) (...) ad una parte così rilevante della nostra tradizione
è un`accusa che respingo e che non si comprende se
non ritenendola dettata da motivi di visibilità `elettorale.

Da subito ho attuato provvedimenti per legare la scuola
al proprio territorio.

I professori ad esempio devono sempre di più provenire
dalla stessa regione nella quale insegna. Le classi inoltre
non possono essere composte da più del 30% di stranieri
per favorire una migliore integrazione. Ogni regione devo
poter strutturare un sistema educativa in linea con le
richieste del mondo del lavoro della zona.

Allo stesso modo la spinta verso il futuro e la modernizzazione
non può non essere accompagnato dalla valorizzazione
della cultura ivi compresa la lingua e il dialetto. Per questo
la polemica è distituita di qualsiasi fondamento soprattutto
per chi è rivolta ad una persona che abita al confine con
il Veneto e che conosce bene l`eccellenza, il valore e la
cultura delle persone che lo popolano.

Mariastella Gelmini *Ministro dell`Istruzione


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by libertus66 | 2010-09-23 22:24