di Angelo De Rosa
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Italia Nuda. Primo Paragrafo (1)
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1)PIAZZALE LORETO, Milano, 29 aprile 1945.
Nello stesso luogo in cui, pochi mesi prima,
giacevano i corpi di quindici partigiani trucidati
dalle milizie fasciste, una folla inferocita ingiuriava,
a calci e sputi, dei cadaveri .
Affinché tutti potessero vederli bene,
alcuni di essi vennero appesi a un alto traliccio,
a testa in giù.
Tra questi, il corpo martoriato di Benito Mussolini.
Il ventennio Fascista, durante il quale si era promossa
la violenza come legittimo strumento nelle contese tra
gli uomini, ebbe il suo consono epilogo.


2)BENITO AMILCARE ANDREA MUSSOLINI,
noto semplicemente come “ il duce ”, era nato nel 1883
a Predappio, un paesino in Romagna. Per tutta la vita fu
ossessionato dal fascino del comando e da quello delle
donne le quali, secondo la sua virile opinione,
“devono obbedire, badare alla casa, mettere al mondo
figli e portare le corna”.
Da ragazzo era prepotente e violento, sempre pronto
a venire alle mani.
“Di indole appassionata e riottosa” lo definiva il direttore
del colleggio che frequentò.
Scarsamente creativo e originale, più abile nel distruggere
che nel produrre di nuovo, secondo uno dei suoi biografi
Dopo risse, accoltellamenti ed espulsioni, nel 1901 riuscì
a conseguire il diploma di maestro elementare,
professione che esercitò svogliatamente solo
per qualche mese come supplente, per poi
dedicarsi all’attività di giornalista e di agitatore politico.
Si definiva un socialista rivoluzionario.
Dal 1910 diresse dei giornali di ispirazione socialista
Nel 1914, dopo lo scoppio della Grande Guerra, grazie
a cospiqui finanziamenti di alcuni gruppi industriali,
fondò il quotidiano Il Popolo d'Italia, dalle cui pagine
appoggiò fortemente la partecipazione dell’Italia al
conflitto, contro la linea del proprio partito che per
questo lo espulse.
Nel maggio del 1915 l’Italia entrò in guerra;
a settembre dello stesso anno, Mussolini partì per il fronte.
A causa di una ferita riportata durante un’esercitazione,
rimase quasi sempre nelle retrovie.
Alla fine del conflitto, nel 1918, ritornò alla direzione
del suo giornale (divenuto “quotidiano dei combattenti
e dei produttori”) che continuava ad avvalersi degli aiuti
economici, sempre più consistenti, da settori abbienti
della società per cui la guerra era stata fonti d’ingenti
guadagni


3) L’ITALIA DEL PRIMO DOPOGUERRA era schiacciata
da una grave crisi sociale, politica ed economica.
Il logorante conflitto mondiale aveva causato un enorme
aumento della miseria ed esasperato il sentimento
nazionalistico.
Nel paese regnava uno scontento generale;
tutti avevano qualcosa da rivendicare.
I contadini chiedevano terre da coltivare,
gli operai aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro,
i reduci della guerra pretendevano pensioni adeguate
e la risoluzione della questione delle terre irredenti.
il Governi che si susseguirono in quegli anni (nota)
furono incapaci di far fronte alla grave situazione;
Le manifestazioni di protesta aumentavano di giorno
in giorno. Il fantasma di una rivoluzione comunista,
del tipo di quella scoppiata in Russia (nota) ,
preoccupava tanto la classe politica liberale,
allora dominante, quanto gl’industriali e i grandi
proprietari, i quali cominciarono a temere di dover
rinunciare a privilegi e beni.Sembrava che solo
un miracolo avrebbe potuto evitare una rivoluzione
proletaria, e il miracolo avvenne.
Mussolini, dimenticate le idee socialiste, in nome
di un non ben definito ritorno all’ordine, accettò
volentieri gli aiuti economici offerti dal grande
capitale per fermare, con metodi violenti,
le proteste dei lavoratori.
Il futuro duce usò abilmente, in modo propagandistico,
la questione delle terre irredenti e lo spauracchio
di un’imminente e devastante rivoluzione bolscevica.
Molti reduci impugnarono manganelli e moschetti
e lo seguirono.


4) I FASCI DI COMBATTIMENTO furono fondati
da Benito Mussolini, insieme a poco più di cento
persone, in un locale di Piazza San Sepolcro a Milano.
Era il 23 marzo del 1919 , la data che segna
ufficialmente la nascita del fascismo.
Obiettivi primari del movimento dei “sansepolcristi”
erano le rivendicazioni irredentiste e la ferma
contrapposizione al bolscevismo.
I capitalisti italiani poterono finalmente tirare
un sospiro di sollievo e continuare a sostenere
il loro “salvatore”. Il Governo e la Casa Reale
assistevano immobili alle violenze degli squadristi,
rivelando impotenza e probabilmente complicità .
Il movimento dei fasci di combattimento divenne
un partito politico che si presentò alle elezioni
del 1921. Il risultato elettorale si rivelò
un clamoroso insuccesso che spinse Mussolini
ad affidarsi ad altri metodi per prendere il potere a cui ambiva.


5) LA MARCIA SU ROMA fu la manifestazione di carattere
eversivo che Mussolini promosse allo scopo di conquistare
il potere politico che non era riuscito ad ottenere
attraverso libere e legali elezioni.
Alcune migliaia di “manganellatori” fascisti si diedero
appuntamento nella capitale dove sfilarono minacciosi
per le strade principali. Non vi fu praticamente nessuna
opposizione. Non furono necessari atti di violenza.
Il Re Vittorio Emanuele III, evidentemente
più intimorito dalle bandiere rosse che dalle
camice nere, affidò, senza indugi, al capo dei
fascisti, l’incarico di formare un nuovo Governo.
Era il 28 ottobre 1922, l’Anno Primo dell’Era Fascista.
Da quel giorno, le libertà degl’italiani sarebbero
cominciate ad assottigliarsi fino a svanire quasi del tutto.


6) IL PROGRAMMA POLITICO ai fascisti non
fu mai necessario.
“Il nostro programma è semplice: noi vogliamo
governare l’Italia” diceva il duce. Riguardo a come
l’avrebbero fatto non era dato saperlo in anticipo,
ma non era difficile intuirlo.
Per i fascisti, gli unici punti fermi erano l’avversione
nei confronti del sistema democratico,
dell’individualismo e del liberismo. In un’altra circostanza
Mussolini dichiarò: “il nostro programma è l’azione ! ”
vantandosi che i fascisti potevano permettersi il lusso
di essere aristocratici e democratici, conservatori
e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti
e illegalisti a seconda delle circostanze di tempo,
di luogo e di ambiente.
Il duce diede continuamente prova delle proprie
straordinarie capacità camaleontiche.
Fu, tra l’altro, socialista , ma anche oppressore
dei lavoratori;
anticapitalista, ma anche finanziato dai capitalisti;
ateo anticlericale, ma anche benedetto dal Papa;
difensore del nucleo familiare, ma anche padre
di numerosi figli illegittimi;
antimonarchico, ma anche fedele alleato del Re;
pacifista antimilitarista, ma anche principale
trascinatore dell’Italia nelle due guerre mondiali
del xx secolo.
critico del razzismo nazista, ma anche autore
delle leggi razziali antisemite.
Tale singolare “flessibilità” era in funzione di un
unico imperativo: il mantenimento e l’accrescimento
del proprio potere.
Il partito di massa era unito soprattutto dal culto
del capo carismatico piuttosto che da un programma politico.
“Mussolini non sbaglia mai ! ” amavano ripetere i fascisti.
Il fascismo era una religione che aveva trovato il suo Dio.
La ragione e l’intelligenza aveva lasciato il posto
agli istinti primordiali.



7) LA ROMA IMPERIALE era il modello al quale
i fascisti si ispiravano;
La terminologia e la simbologia legate al fascismo erano
la parodia di quelle appartenute agli antichi romani.
Non possedendo un passato, le camice nere si
sforzarono di emulare quello più glorioso
che l’Italia avesse mai avuto. Mussolini,
che amava farsi chiamare duce proprio come
i grandi condottieri dell’antichità, sognava
di far rivivere all’Italia i fasti dell’antico impero.
I ritratti e i busti in bronzo o marmo che
raffiguravano il duce in fiere pose, erano collocati
in ogni angolo d’Italia, proprio come le effigi
degli imperatori a cui desiderava paragonarsi.
Negli uffici pubblici, nelle aule scolastiche
come nelle piazze e per le strade, gli occhi
del duce sembravano sorvegliare gl’italiani
in ogni momento.Il ritorno al passato a cui
si anelava, in un certo senso, si realizzò.
Durante la dittatura fascista si negarono
le libertà fondamentali ai cittadini;
si emanarono delle crudeli leggi razziali ;
un sistema poliziesco terroristico eliminò,
spesso fisicamente, gli oppositori del regime;
si invasero paesi, sterminandone gli abitanti
con sistemi crudeli, come i gas asfissianti :
si ripristinarono le pratiche dell’esilio, della
tortura e della pena di morte.
Per un ventennio, l’Italia e gl’italiani regredirono
effettivamente nel tempo, ma in un’epoca
paragonabile all’oscurantismo del Medio Evo
piuttosto che alla gloria dell’Impero Romano.



8) GIACOMO MATTEOTTI, il deputato socialista che
aveva ben compreso il vero volto del fascismo,
tentò invano di opporsi ai soprusi di chi stava
trascinando gl’italiani verso un devastante
regresso sociale.
Durante le elezioni “farsa” del 6 aprile 1924
che diedero al fascismo la maggioranza parlamentare,
squadristi armati avevano intimidito e minacciato
gli elettori ai seggi, condizionando il risultato elettorale.
Matteotti, dai banchi della camera, ne denunciò
coraggiosamente le irregolarità.
Il parlamentare, durante il suo discorso continuamente
interrotto dai deputati fascisti, urlò in faccia al duce:
“Voi volete cacciarci indietro!”. Era il 30 maggio 1924.
Dopo quelle dichiarazioni il deputato scomparve
misteriosamente. Alcuni parlamentari
dell’opposizione per protesta abbandonarono
sdegnati i propri banchi.
Il Re, che avrebbe potuto destituire Mussolini,
non se la sentì di interrompere l’idillio appena
iniziato con le camice nere e riconfermò
la fiducia al loro capo che, da quel momento,
si sarebbe impossessato, abusandone, di tutti
i poteri. Il cadavere di Giacomo Matteotti
fu ritrovato dopo qualche settimana abbandonato
in una campagna romana. Il duce,
in un discorso tenuto il 3 gennaio 1925,
forte anche dell’appoggio dimostratogli della Casa Reale,
si assunse spavaldamente la responsabilità
di quel barbaro delitto, preannunciando
la svolta autoritaria che avrebbe trasformato
l’Italia democratica nella dittatura fascista.
L’opposizione al fascismo, in qualsiasi sua forma,
non sarebbe più stata tollerata. Divennero
illegali tutti i partiti e i movimenti politici,
escluso ovviamente l’unico grande e
omnicomprensivo Partito Nazionale Fascista,
organizzato in maniera gerarchica e
a cui tutti gl’italiani avrebbero dovuto aderire.
[PR]
by LIBERTUS66 | 2015-02-26 19:03